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Un viaggio nella storia dell’auto elettrica

La storia dell’auto elettrica è tanto affascinante quanto intricata.

D’altronde, quando si tratta di concedere il primato ad un’innovazione che ha cambiato la storia, non è semplice risalire al vero pioniere e al primo esemplare.

L’origine dei veicoli a batteria nasce centinaia di anni fa e solo recentemente ha subito una svolta decisiva.

Da sempre l’uomo è interessato ad ideare e sperimentare nuove tecnologie, la particolarità dei veicoli elettrici è che dopo essere stati inventati e testati, hanno subito un periodo di oblio e abbandono intorno agli anni Cinquanta e Sessanta.

Oggi invece nel 2022, con la crisi ambientale che stiamo vivendo e col 2023 alle porte, ricco di novità e debutti di nuove auto elettriche, sappiamo bene quanto siano proprio queste le protagoniste indiscusse del settore automotive.

La nascita del motore elettrico

Sebbene sia difficile concedere questo primato, sappiamo che negli Stati Uniti, un semplice fabbro, riuscì a dar vita al primo motore elettrico.

Parliamo di Thomas Davenport del Vermont, che nel 1837 ricevette il primo brevetto americano per una macchina elettrica.

La sua anima semplice nascondeva l’estro dell’inventore, fu così che dopo aver visitato le ferriere Penfield a New York, dove era esposto un elettromagnete in funzione, ebbe un’intuizione e ne acquistò uno dalla fabbrica.

Una volta tornato a casa smontò l’elettromagnete per studiarlo.

Decise di migliorare l’anima di ferro e, utilizzando un lembo di seta dell’abito da sposa di sua moglie, rifece il cablaggio.

Nel 1834 Thomas non solo riuscì a costruire il primo motore elettrico con alimentazione a batteria, ma lo montò anche su un piccolo veicolo.

Un enorme passo avanti, considerato che fino a quel momento, era sempre stata indispensabile la trazione animale.

Il brevetto del primo motore elettrico invece spetta al tanto celebre quanto sfortunato Nikola Tesla, ottenuto nel 1888.

Nonostante spetti ai due inventori sopra citati il primato, è fondamentale ricordare il fisico André-Marie Ampère, che nel 1820 scoprì il legame tra elettricità, magnetismo e movimento.

Sebbene grazie alla scoperta di Thomas Davenport nacquero le prime rotaie, fu il britannico Moss Farmer che nel 1847 riuscì a far muovere un veicolo elettrico con a bordo due passeggeri.

Come dicevamo è molto difficile risalire al vero pioniere di questa invenzione, si tratta di eventi e personaggi concatenati e legati indissolubilmente nella storia del mondo elettrico.

L'evoluzione dell'auto elettrica

Segnano la storia dell’auto elettrica molti veicoli: l’americana Ohio M del 1912 con 40 km di autonomia, la Peugeot VLV del 1941 che arriva a 80, la stravagante Urbanina del 1966 con propulsore elettrico da 1 kW.

Da prendere in considerazione anche l’LRV, Lunar Rover Vehicle, la macchina elettrica lunare utilizzata sull’Apollo 15, 16 e 17 tra il 1971 e il 1972: era dotato di un motore elettrico per ciascuna delle quattro ruote, per una potenza totale di 1 CV, sulla Luna raggiungeva i 13 km/h.

Nella Parigi-Rouen del 1894, la prima gara automobilistica della storia, 5 veicoli su 17 erano elettrici.

Questo creò, nell’immaginario comune, una visione futura dove predominavano la scena i veicoli elettrici.

Andò diversamente, l’auto elettrica scomparve dalla scena per diversi anni, le ragioni implicate sono riconducibili a diversi aspetti, la colpa viene però data principalmente alla lobby petrolifera.

L'auto elettrica nel nuovo millennio

I veicoli elettrici tornano in auge nella prima metà del 2000, ricordiamo infatti nel 2008 Elon Musk che capovolge la situazione dando vita alla sua prima Roadster.

Un’auto elettrica sportiva ed elegante: riprende diversi elementi della Lotus Elise, presenta un motore elettrico asincrono trifase, è in grado di raggiungere i 200 km/h ed è dotata di un sistema di ricarica per le batterie agli ioni di litio.

Elon Musk apre così la strada al mondo dell’auto elettrica di oggi.

La BMW, che già dagli anni Settanta era intenta con i primi modelli di veicoli elettrici, raggiunge un grande traguardo nel 2013 quando con la sua berlina I3, decide di utilizzare una struttura di alluminio e carbonio.

Si tratta della prima auto elettrica prodotta in massa dalla casa automobilistica tedesca, che in questo modello decide inoltre di collocare a pavimento le batterie.

Ritornando a casa nostra, anche l’iconica Fiat 500 diventa elettrica nel 2020 e raggiunge ben 330 km di autonomia con una sola carica.

Il primo record di velocità

Ricordiamo nel 1899 la creazione di un veicolo che ottiene il suo primato in termini di velocità, il primo in grado di superare i 100 km/h, la Jamais Contente.

Grazie a quest’auto il belga Camille Jenatzy si aggiudicò il titolo di uomo più veloce sulla terra.

La Jamais Contente nacque per via di una sfida tra l’ingegnere Jenatzy e il conte Gaston de Chasseloup-Laubat.

Al grande appassionato di auto Camille, non bastava poter percorrere tragitti a bordo di un veicolo elettrico, desiderava il brivido della velocità, per questo il nome Jamais Contente: letteralmente “mai contento” in francese.

Quattro ruote, due motori elettrici da 25 kW e una carrozzeria in lega di alluminio, la prima auto realizzata appositamente per un record di velocità: riuscì nell’impresa, raggiunse i 105,88 km/h.

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