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Hacker auto connesse, quanto è alto il rischio di violazioni?

Il rischio di hacker auto è sempre più evidente e negli anni gli episodi verificati sono aumentati in maniera esponenziale. Scopri cosa comporta e come proteggersi.

Il mondo automotive si è evoluto e ha sviluppato sistemi innovativi che hanno dato il via ad auto sempre più connesse.

I vantaggi delle multifunzioni date dalla connessione a sistemi informatici si scontra però con il rischio sempre più reale di hackeraggio.

Come dimostrato dal Global Automotive Cybersecurity Report, si tratta di episodi sempre più frequenti in tutto il mondo che hanno destato non poche preoccupazioni tra automobilisti e Case costruttrici.

Che cos’è il car hacking

L’hackeraggio è un fenomeno che interessa dispositivi come computer, smartphone e pc, al quale ormai si è abituati e per il quale sono noti numerosi sistemi di protezione e comunemente vengono intraprese azioni di tutela nell’utilizzo di tali dispositivi.

Molto simile, ma con implicazioni ben diverse è invece il car hacking, noto anche come l’hacking automobilistico o automotive hacking, ovvero un’azione criminale intrapresa da parte di hacker di tutto il mondo, con la quale possono essere rubati dati personali e controllati i sistemi informatici ai quali l’automobile è connessa.

Vien da sé intuire quale può essere il pericolo in caso di hackeraggio, dal momento che chi effettua tale operazione può in qualunque momento prendere il controllo dei sistemi del veicolo.

Come avviene per i comuni sistemi informatici, l’hacker auto è in grado di sfruttare alcune vulnerabilità del software, dell’hardware e dei sistemi di comunicazione delle automobili e insidiarsi all’interno.

I sistemi più a rischio

L’hacker auto non è un fenomeno poco diffuso e, se si considera che oggi circa 250 milioni di veicoli sono connessi a internet, il rischio di hackeraggio diventa un problema di vasta scala.

Sono maggiormente esposti a questo rischio le connessioni Wi-Fi e Bluetooth utilizzati per i navigatori, smartphone e controlli remoti.

Altri elementi caratterizzati da connessione che sono già stati oggetti di attacchi da parte di hacker sono il cruise control adattivo e il sistema di frenatura automatica di emergenza.

Il problema però non è limitato, ma può estendersi a più unità simultaneamente. Infatti, un hacker che riesce a penetrare all’interno di una centralina è in grado di sfruttare l’interconnesione con altri veicoli e, di conseguenza, di violare il sistema di questi ultimi.

Una volta hackerata una singola automobile l’hacker è in grado di proseguire con il suo obiettivo con altri veicoli, per giunta in pochissimo tempo.

A differenza del fenomeno di hackeraggio di dispositivi come smartphone, pc e tablet, non si tratta solo di una violazione della propria privacy e di un semplice furto di dati. La situazione, in questo caso, è ben più grave.

Quando un hacker entra all’interno della centralina, che controlla il sistema di apertura delle portiere e di controllo degli airbag, in caso di incidente il malfunzionamento di questi sistemi o la loro disattivazione potrebbe comportare gravi conseguenze alla sicurezza e alla salute del conducente e dei passeggeri.

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Auto hacker: solo un’ipotesi o un rischio reale?

I casi di car hacking sono in forte aumento e hanno registrato livelli elevati nell’arco di pochi anni.

Nel 2019 si ricorda l’episodio di hackeraggio da parte di cyber hacker nei confronti dell’azienda di car sharing car2go, durante il quale furono rubate più di 100 auto di lusso attraverso la violazione dei sistemi di sicurezza. Oltre al furto, ciò che ha destato maggiori preoccupazioni è stata la sottrazione di dati personali degli utenti che utilizzavano il servizio di car sharing.

Questo episodio ha portato alla luce la necessità di ricorrere a strumenti di protezione dei sistemi informativi automobilistici.

A questo proposito, nello stesso anno l’Unione Europea ha stanziato 450 milioni di euro per finanziare lo sviluppo e l’introduzione di dispositivi tecnologici rivolti alla sicurezza informatica delle connected cars.

Hacker auto: come proteggersi dal rischio

Nonostante il rischio di hackeraggio sia sempre più evidente, esistono dei modi per riconoscere ed evitare gli attacchi informatici.

L’organizzazione ISAC (Information Sharing and Analysis Centre) si adopera per raccogliere informazioni in merito alle minacce informatiche e individuare dei sistemi di protezione dei software che limitino l’accesso da parte di hacker esperti alla connessione delle auto.

Ad oggi ancora non esistono degli antivirus in grado di proteggere le smart car, ma sono in fase di sviluppo e ben presto diventeranno realtà.

La protezione in prima linea deve essere garantita dalle Case automobilistiche, le quali si occupano di monitorare e studiare le possibili falle dei software che possono essere rilevate dagli hacker. Per questo da parte dell’utente è importante accettare tutti gli aggiornamenti che il sistema propone e che potranno essere scaricati in automatico anche quando il veicolo non viene utilizzato.

Gli aggiornamenti infatti forniscono delle nuove versioni al software di infotainment che permettono di sbarrare l’accesso ai canali di entrata degli hacker.

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