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Normativa Euro 7: dal 2026 nuove regole per le emissioni auto

Dal 2026 sarà in vigore la nuova normativa Euro 7 per ridurre l'inquinamento delle auto. Con la direttiva si stringono i limiti alle emissioni e si introducono nuove regole per i Paesi membri.

A partire dal 2026 entrerà in vigore la nuova normativa Euro 7 volta alla riduzione dell’inquinamento ambientale.

In sostituzione della precedente Euro 6d-Final, la direttiva comunitaria è ancora in fase di elaborazione da parte della Commissione europea e prevede di regolare l’impatto ambientale dei veicoli che verranno immatricolati a partire dal 2026.

La direttiva rappresenta un forte scossone per le case automobilistiche di tutto il mondo, che dovranno modificare radicalmente i propri piani di produzione dei prossimi anni, in aggiunta allo stop alle auto a benzina e diesel a partire dal 2035 imposto dalla Commissione europea.

Infatti, se dovessero mantenersi i piani previsti dalle attuali discussioni emerse, ad essere eliminati dalla produzione saranno tutti i veicoli termici e ibridi con tecnologia mild e full.

Tuttavia, non sono pochi gli ostacoli che la Commissione europea dovrà affrontare, in quanto il tema pare essere molto caldo su più fronti.

A chi si rivolge la normativa Euro 7

La normativa Euro 7 si rivolgerà senza distinzione sia a veicoli leggeri, come auto e furgoni, sia a veicoli pesanti, cioè camion e bus.

A fare la differenza, questa volta, sarà anche l’omogeneità con cui la direttiva verrà percepita dagli Stati membri: non più una libera interpretazione in fase di applicazione, ma rigidi vincoli che varranno per tutti.

Questo permetterà di non avere difformità tra le leggi dei vari Paesi europei e nelle emissioni prodotte all’interno di un unico grande territorio.

Anche in tema di misurazione delle emissioni, vedremo alcuni cambiamenti sostanziali: se ad oggi le rilevazioni vengono effettuate solo al momento dell’immatricolazione, con la normativa Euro 7, esse proseguiranno per tutta la vita del veicolo attraverso un sistema di rilevazione di bordo.

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I limiti supposti

Ancora non è definitivo quanto verrà introdotto dalla Commissione Europea a partire dal 2026, in quanto si tratta, nella maggior parte dei casi, di ipotesi trapelate negli ultimi periodi a seguito di discussioni tra i diversi organismi di rilievo.

Tra questi anche l’Acea, l’associazione di categoria che raggruppa ben 16 marchi automobilistici operanti in Europa, la quale potrà influenzare il piano normativo della Commissione Europea.

L’Organo, per la sua formulazione, si avvarrà dello studio redatto dall’Advisory Group on Vehicle Emission Standards, commissionato dall’Unione Europea e che farà da base della normativa.

L’ipotesi è quella di ridurre le emissioni di ossidi di azoto a 30 mg/km o di portarle addirittura a 10 mg/km.

Si tratta, quindi, di una drastica riduzione se si considera che la normativa vigente pone un limite massimo di 80 mg/km per le auto a diesel e 60 mg/km per le auto a benzina.

A differenza dell’attuale normativa, quindi, in questo caso saranno inclusi anche gas diversi dall’anidride carbonica, che comunque contribuiscono ad aumentare l’effetto serra.

Filtri e cilindrate

La normativa Euro 7 prevede un adeguamento rivolto ai motori a benzina: sarà necessaria, infatti, installare filtri GPF (Gasoline Particulate Filter), filtri anti-particolato per ridurre le emissioni dei veicoli a combustibile fossile in circolazione.

I filtri dovranno essere collocati vicino al motore, così da sfruttare le alte temperature necessarie per abbattere gli inquinanti.

Proprio a causa dell’azione di filtri, catalizzatori e turbine elettriche si otterrebbe, però, una perdita di efficienza del motore e l’aumento delle emissioni di CO₂.

In aggiunta, per mantenere le potenze attuali, occorrerà aumentare la cilindrata e il numero dei cilindri.

Sarà presumibile, quindi, un passaggio dai 4 ai 6 cilindri e dai 6 agli 8 cilindri, ritornando ad un’azione inversa rispetto a quanto visto negli ultimi anni con il concetto di downsizing.

Questi aggiornamenti tecnici comporteranno una nuova pianificazione dello sviluppo e della produzione delle case costruttrici, con un conseguente aumento dei costi delle vetture, che dovranno adeguarsi a quanto proposto dalla normativa.

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